Consorzi agricoli innovativi

Consorzi agricoli innovativi

Depostato alla Camera dei Deputati il 14 giugno 2016 a firma dei Deputati CAPOZZOLO; AGOSTINI; ARLOTTI; BOSSA; CAMPANA; CAPODICASA; CAPONE; DALLAI; D'INCECCO; FEDI; FIORIO; FRAGOMELI; LAVAGNO; MURA; MURER; PETRINI; PICCOLO; ROMANINI; ROSTELLATO; SCHIRO'; TERROSI; ZOGGIA

(Atto Camera n. 3899 – Legislatura XVII)

Onorevoli colleghi! – La spinta all’innovazione è diventata un imperativo strategico in tutti i campi dell’economia. La speranza di una ripresa del sistema economico affonda le sue radici nella necessità di riadattare i sistemi al rapido cambiamento che caratterizza la società odierna. Affidarsi all’innovazione diventa più preminente nei settori che ancora oggi sono fortemente caratterizzati dai sistemi tradizionali, come quello agricolo. Lo sviluppo delle imprese agricole e delle zone rurali ha stimolato la produzione legislativa che negli ultimi anni, come sappiamo, ha subito un notevole arricchimento.

Sulla scorta di queste evidenze anche il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha promosso un piano di sviluppo da attuarsi nell’arco temporale che va dal 2014 fino al 2020, in accordo con l’agenda comunitaria, con l’obiettivo di ottimizzare le opportunità provenienti da questo settore che in Italia rappresenta una risorsa importante per l’economia nazionale. L’inadeguatezza del sistema produttivo ha portato a evidenziare alcune carenze diffuse tra cui la frammentarietà del sistema, la scarsità di figure professionali per la consulenza e il trasferimento tecnologico, e infine, l’offerta d’innovazione tecnologica non sempre adatta alle diverse esigenze delle imprese.

Seppur il settore agricolo stia subendo una lenta ma progressiva fase di transizione e conversione, il sistema stenta a decollare. L’obiettivo alla base di questa trasformazione è svincolarsi dalla figura del vecchio agricoltore, modernizzando e adattando al presente una cultura di grande valore e di esempio che però oggi ha la necessità di confrontarsi con i mercati internazionali.

L’Unione Europea ci chiede una crescita economica e sociale intelligente basata sulla diffusione della conoscenza e della ricerca così da aumentare il livello di competitività del settore, una crescita sostenibile per l’ambiente e una crescita solidale, in termini di coesione e inclusione sociale che non trascuri questioni di carattere strutturale come l’aumento dell’occupazione.

Come già detto, il raggiungimento di questi obiettivi è possibile grazie all’innovazione, non solo tecnologica, ma anche organizzativa e istituzionale, che punti alla creazione di un canale privilegiato per il trasferimento di conoscenza tra gli enti preposti a produrla e chi la mette in pratica, cioè dalle università e centri di ricerca al sistema impresa. Tutto ciò agisce, non solo sul miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, ma anche, sulle modalità organizzative delle attività del settore agroalimentare con lo scopo di sviluppare un sistema informativo efficiente che renda fluida e immediata la circolazione di conoscenze tecniche. Oltretutto, la messa a punto di metodi e strumenti costruiti sulla base della particolarità dell’agroalimentare italiano darà la possibilità di introdurre esperienze di successo provenienti da altri settori o da ambiti internazionali.

Per tali motivi, si propone la creazione di una forma innovativa di consorzio che sfruttando le caratteristiche di questo soggetto giuridico, possa incentivare la formazione di reti di collaborazione tra le università e le imprese finalizzate al trasferimento di conoscenze in un processo a due vie,e quindi, non solo tradizionalmente dall’università all’impresa, ma anche dall’impresa all’università.

L’articolo 1 della presente proposta di legge introduce la definizione di “consorzi agricoli innovativi”: consorzi costituiti tra almeno tre imprese agricole e almeno una università allo scopo di promuovere lo sviluppo rurale. Ne individua le finalità, valorizzando il trasferimento di conoscenza tra le parti e promuovendo le attività produttive operanti secondo il principio della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

L’articolo 2 individua i requisiti che devono essere soddisfatti al fine della costituzione del consorzio, disciplina i rapporti tra le parti ( quote associative non superiori al 34 per cento),e stabilisce il ruolo dell’università in tale associazione rispettandone le finalità istituzionali.

Gli articoli 3 e 4 definiscono i benefici e gli incentivi che il consorzio reca agli associati nel caso di costituzione. La perdita di tali benefici è sottoposta alla decadenza dei requisiti individuati nell’articolo 2 della presente legge. Nell’articolo 4, in particolare, è prevista la possibilità per gli studenti e i docenti delle università consorziate di trascorrere periodi di stage all’interno dell’impresa agricola per favorire lo scambio reciproco tra le professionalità del settore.

L’articolo 5, oltre a disciplinare la diffusione di conoscenza tra università e impresa, individua le modalità di monitoraggio e  valutazione delle attività del consorzio e le relative comunicazioni al Ministero referente.

Infine, l’articolo 6, definisce l’ambito legislativo di applicazione, per le disposizioni non previste dalla presente legge.


Art. 1 - Definizione

Si definiscono “Consorzi agricoli innovativi” i consorzi costituiti tra almeno tre imprese agricole e almeno una università allo scopo di promuovere lo sviluppo rurale.

L'attività dei consorzi agricoli innovativi da svolgersi nell'interesse delle imprese associate, può riguardare:

a) la ricerca tecnologica e il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni, nonché la prestazione di assistenza tecnica, organizzativa e di mercato connessa al progresso e al rinnovamento tecnologico delle imprese associate.  In particolare, possono essere svolti i seguenti compiti:

    a1) acquisizione, diffusione, applicazione di informazioni tecnologiche, promozione e  sviluppo  di  progetti  di ricerca e di servizi aziendali di natura tecnica;

    a2) elaborazione e realizzazione di progetti di ricerca per il risparmio e l’efficientamento energetico,  per  l'acquisizione  e  l'utilizzo di fonti energetiche alternative ai prodotti petroliferi e la sostenibilità nei processi distributivi delle merci;

    a3) formazione e aggiornamento di figure professionali per la diffusione di informazioni tecnologiche per il trasferimento di innovazioni;

b) la promozione dell'attività di vendita dei prodotti agricoli attraverso l’ideazione di campagne pubblicitarie innovative e l'espletamento di studi e ricerche    di   mercato;

c) la partecipazione a gare e appalti sui mercati nazionali e su quelli esteri;

d) lo svolgimento di programmi di ricerca scientifica, tecnologica, di sperimentazione tecnica e di aggiornamento nel campo delle tecniche gestionali;

e) la prestazione di servizi di consulenza, sostituzione e assistenza alla gestione delle aziende agricole;

f) la promozione di marchi di qualità ed il coordinamento della produzione degli associati;

g) il monitoraggio del territorio e delle coltivazioni e la promozione del turismo rurale;

i) il ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione.

 

Art. 2 - Requisiti

La quota consortile sottoscritta da ciascun partecipante non può essere superiore al 34 per cento del capitale consortile.

Tali consorzi non possono distribuire utili sotto qualsiasi forma alle imprese associate; tale divieto deve risultare da espressa disposizione dello statuto.

Le università possono partecipare a tali consorzi o a società per la progettazione e l'esecuzione di programmi di ricerca finalizzati allo sviluppo scientifico e tecnologico a condizione che:

a) la loro partecipazione sia rappresentata da esclusivo apporto di prestazione di opera scientifica;

b) l'atto costitutivo preveda l'esclusione per esse da eventuali obblighi dei soci di versare contributi in denaro e che gli utili non vengano ripartiti ma reinvestiti per finalità di carattere scientifico;

c) sia assicurata la partecipazione paritaria della università, nell'impostazione dei programmi di ricerca;

d) ogni eventuale emolumento corrisposto ai professori universitari o ai ricercatori che facciano parte degli organi sociali sia versato alle università di appartenenza. I proventi derivanti da eventuali contratti di ricerca o di consulenza richiesti ad università siano corrisposti secondo quanto stabilito nel precedente articolo 66 D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382. Gli eventuali utili spettanti alle università siano da queste destinati a fini di ricerca;

e) la partecipazione dell'università sia deliberata dal consiglio di amministrazione, udito il collegio dei revisori.

 

Art. 3 - Benefici

I consorzi innovativi sono ammessi ai benefici di cui alla legge 21 maggio 1981, n. 240 e alla legge 25 luglio 1956, n. 860, anche in deroga alle limitazioni agli scopi sociali di cui all’art. 3, secondo comma, della legge suddetta.

La perdita dei requisiti di cui al precedente articolo può determinare la revoca dei benefici previsti dal comma 1. La revoca spetterà alle amministrazioni o agli istituti di credito che hanno disposto la concessione dei benefici stessi, previa assegnazione ai consorzi di cui all'articolo 1 di un termine di sei mesi per uniformarsi alle condizioni stabilite dalla legge.  La revoca sarà parimenti disposta nel caso in cui recedano dal consorzio imprese consorziate rappresentanti più del 50 per cento del fondo consortile, salvo che, nel termine di novanta giorni, tali imprese non siano state sostituite da altre, in possesso dei requisiti prescritti, il cui apporto consenta la ricostituzione del fondo consortile nella misura minima del 51 per cento.

 

Art. 4 - Incentivi

Il Ministero dell’Istruzione adotta entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge un regolamento che consenta l’attribuzione di crediti formativi agli studenti che durante il percorso di studi effettuino stages curricolari all’interno delle imprese consorziate.

E’ prevista, oltre che per gli studenti, la possibilità per i docenti universitari di trascorrere periodi di stage all’interno dell’impresa agricola, al fine di contribuire al trasferimento di conoscenza e allo scambio reciproco tra il mondo dell’impresa e il mondo della ricerca.

 

Art. 5 - Diffusione, conoscenza e ricerca

Ogni consorzio deve presentare al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali un report semestrale che registri le attività e lo stato di avanzamento dei progetti previsti dallo stesso.

Entro il mese di febbraio di ogni anno, a sua volta, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali trasmette al Parlamento una relazione scritta, riferita all'anno precedente, sui consorzi agricoli innovativi costituiti, le attività svolte ed i risultati ottenuti.

 

Art. 6 - Legge applicabile

Per quanto non disposto dalla presente legge si applicano gli art. 2602 e seguenti del Codice Civile.

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