Istituzione della Consulta di Garanzia Statutaria della Regione Campania. Le ragioni di una scelta

Istituzione della Consulta di Garanzia Statutaria della Regione Campania. Le ragioni di una scelta

Lo scorso luglio, su proposta del Presidente del Consiglio Regionale On. Rosa D'Amelio e del Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali On. Alfonso Piscitelli, il Consiglio regionale della Campania con 29 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astenuti, su 40 presenti, ha approvato la proposta di legge “Costituzione e funzionamento della Consulta di Garanzia Statutaria ai sensi dell’articolo 57 dello Statuto della Regione Campania". 

Con questa introduzione le Regioni hanno di fatto più autonomia per il perseguimento dell'art 5 della Costituzione, ma qual’ è il compito della Consulta? e come si inserisce nel contesto normativo regionale?

In seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione, nel panorama istituzionale regionale, fanno il loro ingresso gli organi di garanzia statutaria, in particolare nei cosiddetti Statuti di nuova generazione e in ottemperanza dell'art. 123 della costituzione che legittima la competenza statutaria regionale.

Proprio per non creare un corto circuito istituzionale fra Corte Costituzionale e Consulta Regionale , la dottrina parla di un semplice ruolo di "razionalizzazione" per la formazione di leggi regionali e regolamenti regionali. Va però precisato che sono le stessi leggi regionali a disciplinarle il ruolo e le funzioni che in linea di massima sono di carattere consultivo.

Su questo tipo di funzione si è espressa la Corte Costituzionale ribadendo il ruolo pressoché di consulenza  e/o consultivo che tali organi debbano assumere per l'espletamento delle loro funzioni al fine del perseguimento degli obiettivi da parte del legislatore regionale e,  perché no, da parte degli organi con funzioni di indirizzo politico.

I pareri possono essere richiesti dal Presidente del Consiglio regionale su deliberazione dell’Ufficio di Presidenza ovvero dal Presidente della Regione su deliberazione della Giunta Regionale. Il compito dei Consigli Regionali è proprio quello di promuovere leggi che abbiano un fine positivo tenendo conto del processo democratico e rappresentativo dell'organo preposto alla legislazione.

L'entrata in vigore di tale Consulta in Regione Campania può esser presa di buon auspicio per il raggiungimento dell'autonomia legislativa e soprattutto per la diminuzione della burocrazia giurisdizionale fra Governo centrale e Regioni.

La consulta è di fatto considerata un organo che è chiamato a svolgere un ruolo per la tutela del sistema regionale, indipendente nei pareri tra Giunta e lo Stesso consiglio regionale, assumendo decisioni in pieno rispetto con la cittadinanza e le istituzioni stesse che le rappresentano soprattutto se si pensa che è a decidere sull'iter dell'ammissibilità ai referendum regionali.

Infine va sottolineato che il ruolo e il potenziale lavoro che tale organo può assumere è ancora messo in discussione, o per gran parte offuscato per i mutamenti politici e istituzionali che le Regioni sono chiamate ad ogni tornata elettorale. Eppure se il ruolo effettivo di bilanciamento istituzionale che ne viene attribuito, assieme a quello consultivo , sarebbe quanto meno fuori da vincoli politici , certamente a trarre le conseguenze in modo positivo ne sarebbero in primis i cittadini e lo Stato.

Dott. Salvatore Salzano
Cultore della Materia – Diritto Pubblico e Diritto Regionale
Dipartimento di Scienze Politiche – Università degli Studi di Napoli Federico II

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